Un compito autentico:

dopo avere introdotto lo studio della storia dell’arte del ‘600, che ha portato all’evoluzione settecentesca del teatro moderno, con le relative illusioni prospettiche scenografiche, i ragazzi di seconda hanno affrontato con entusiasmo un compito di realtà impegnativo: progettare e realizzare una vera e propria scenografia in miniatura, con elementi prospettici, secondo un tema assegnato. In questo caso il soggetto era una scena per la rappresentazione della commedia di W. Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”.

I risultati sono stati molto gratificanti e i ragazzi hanno saputo ragionare con i “trucchi” della rappresentazione prospettica: linee convergenti, dimensionamento degli elementi, sovrapposizione dei soggetti, serie di elementi verticali degradanti in altezza, uso attento del colore seguendo i principi della prospettiva aerea, con uso di sfumature e gradazioni cromatiche.

Materiale usato suggerito: la scenografia fa uso di una semplice scatola di cartone, che funge sia da piano che da sfondo verticale delle varie quinte. Una scatola da scarpe è l’ideale, alcuni alunni hanno usato scatole di cartone grosso, un po’ più grandi. Gli elementi verticali possono essere realizzati con cartoncino sottile, con l’eventuale accortezza di sostenerli con un sottile filo di ferro, attaccato con nastro adesivo al retro di ogni elemento (alberi, figure ecc.)

I ragazzi migliorano le competenze relative alla capacità di ideare, progettare, un ambiente scenografico, usando elementi prospettici, capendo così come “funziona” la prospettiva ottica lineare, migliorando la capacità di rappresentazione dello spazio. Molto importante è anche lo sviluppo della parte “creativa” od espressiva, con la ragionata scelta degli elementi in grado di rappresentare il tema assegnato. Le alunne hanno mostrato molta predilezione per il mondo magico e fiabesco delle fate, i ragazzi invece si sono dimostrati meno fantasiosi, più legati al mondo reale, nel concepire la scena.