Benvenuti in questo nuovo laboratorio del prof. Sandro! Oggi analizzeremo insieme l’importanza fondamentale delle gradazioni di tono per dare tridimensionalità e realismo a qualsiasi soggetto. Osservando l’immagine di questa natura morta geometrica, composta da un bicchiere verde, una brocca blu e una sfera viola, noterete come ogni singolo piano sia definito da variazioni cromatiche precise.

La tecnica principale che utilizzeremo si basa sul controllo della pressione e sulla sovrapposizione cromatica, un metodo eccellente per chi desidera approfondire i laboratori di disegno e tecniche artistiche.
Per comprendere al meglio la teoria della luce e delle ombre, vi consiglio di consultare anche risorse esterne di approfondimento come Wikipedia sul disegno, utilità storica e tecnica.
Nel nostro esercizio, le gradazioni di tono non servono solo a colorare, ma a scolpire la forma nello spazio, ossia a rendere il volume di un oggetto.
Ogni spicchio dei nostri oggetti riflette la luce in modo differente, quindi passa dai toni più scuri (le ombre proprie) fino alle zone più luminose, che risulteranno di un colore più chiaro. Questa scomposizione ci permette di comprendere come la luce colpisca le superfici curve e sfaccettate e venga riflessa in modo differente, per ciò che riguarda la luminosità.
Per ottenere questo risultato, non abbiate fretta: la pazienza è la virtù principale dell’artista. Lavorare per strati successivi, partendo dai toni chiari fino ad arrivare alle sfumature più intense e profonde, garantisce una resa cromatica vellutata e ricca di sfumature. Mettetevi alla prova seguendo le fasi operative descritte di seguito e vedrete i vostri disegni prendere letteralmente vita sul foglio!
Scomponete l’oggetto in fasce verticali, ma fate attenzione, ogni oggetto e solido ha un diverso schema in base al quale ogni fascia rifletterà il colore in modo più o meno chiaro.
Ad esempio il cilindro avrà fasce parallele. Il cono fasce triangolari con vertice nella sommità del cono. La sfera avrà anziché fasce degli spicchi o cerchi concentrici che fanno riferimento al punto di massima luce.
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