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Giotto, la rivoluzione della pittura che ha cambiato il nostro modo di vedere il mondo!Licenza: Dominio Titolo dell'opera: Compianto sul Cristo morto (o Lamentazione) Autore: Giotto di Bondone (1303–1305) Collocazione: Cappella degli Scrovegni, PadovPubblico (Wikimedia Commons)

Un salto nel passato: chi era Giotto?

Immaginate di vivere nel Medioevo, verso la fine del Duecento. La pittura dell’epoca, detta bizantina, era bellissima ma molto rigida: i personaggi sembravano galleggiare su sfondi d’oro lucente, non avevano un vero corpo sotto i vestiti e le loro facce erano tutte uguali e serie. Poi arriva un giovane pittore di nome Giotto di Bondone e cambia le regole del gioco per sempre!

1. Corpi veri e volume: addio figure ‘piatte’!

La prima grande innovazione di Giotto riguarda la fisica dei personaggi. Per la prima volta dopo secoli, i santi e i contadini tornano ad avere un peso e un corpo solido. Usando sapientemente il chiaroscuro (cioè le sfumature di luce e ombra), Giotto fa sembrare i tessuti morbidi e i corpi tridimensionali, come se potessimo toccarli.

Giotto, la rivoluzione della pittura che ha cambiato il nostro modo di vedere il mondo!
Licenza: Dominio Titolo dell’opera: Compianto sul Cristo morto (o Lamentazione)
Autore: Giotto di Bondone (1303–1305)
Collocazione: Cappella degli Scrovegni, PadovPubblico (Wikimedia Commons)

Titolo dell’opera: Compianto sul Cristo morto (o Lamentazione) Autore: Giotto di Bondone (1303–1305)

2. Emozioni e sentimenti: i personaggi piangono e sorridono!

Prima di Giotto, le figure sacre non mostravano quasi mai emozioni. Giotto, invece, fa qualcosa di incredibile: osserva le persone reali per strada. Nei suoi affreschi, come quelli della celebre Cappella degli Scrovegni a Padova o della Basilica di San Francesco ad Assisi, vediamo:

  • Angeli che si strappano le vesti e urlano dal dolore;
  • Apostoli che piangono lacrime vere;
  • Sposi che si scambiano sguardi dolci e persino un bacio caloroso!

Con Giotto, la pittura diventa teatro: ogni figura ha una sua personalità ed esprime ciò che sente nel cuore.

3. Lo spazio reale: entra in scena il cielo azzurro!

Avete presente lo sfondo d’oro medievale che serviva a mostrare il mondo divino? Giotto lo cancella e lo sostituisce con il cielo azzurro fatto di lapislazzuli! Ma non solo: dipinge montagne di roccia, alberi, case e città vere. Anche se non conosceva ancora la prospettiva matematica (che verrà inventata solo nel Rinascimento), Giotto crea delle vere e proprie ‘scatole spaziali’ in cui collocare i suoi personaggi, facendoci percepire la profondità.

4. Personaggi di spalle: la realtà a 360 gradi

Un’altra trovata geniale di Giotto è stata quella di dipingere figure viste di spalle. Nel Medioevo era impensabile non mostrare il volto di un personaggio! Giotto lo fa per un motivo preciso: inserire noi spettatori dentro la scena, come se fossimo lì insieme alla folla a guardare cosa sta succedendo.

Conclusione: un’eredità gigantesca

Giotto è stato il primo vero ‘regista’ della storia dell’arte italiana. Ha riportato l’uomo e la natura al centro del quadro, aprendo la strada ai grandi maestri del Rinascimento come Leonardo e Michelangelo. La prossima volta che vedete un suo affresco, cercate i dettagli delle mani, le pieghe dei vestiti e gli sguardi tra i personaggi: vi accorgerete di quanto quel dipinto sia vivo ancora oggi!

 


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prof.Sandro

Di prof.Sandro

Insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Sec. di I Grado "L.Chinaglia" di Montagnana (PD), a partire dall' Anno Scolastico 2017-2018.