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Disegnare come un Faraone: I Segreti della Figura Umana nell’Antico Egitto

Vi siete mai chiesti perché nei dipinti dell’Antico Egitto le figure umane sembrano muoversi in modo così strano, con la testa di profilo, il torace di fronte e i piedi di lato? Non si trattava affatto di un errore o di una scarsa abilità nel disegno, ma di un preciso codice simbolico e religioso pensato per rendere la figura umana perfetta ed eterna.

Disegnare come un Faraone: I Segreti della Figura Umana nell’Antico Egitto
Illustrazione artistica didattica (Fonte: educazioneartistica.com)

📐 La griglia quadrettata e il canone di proporzione

Per gli antichi Egizi, l’arte non doveva copiare la realtà passeggera, ma rappresentare l’essenza immutabile delle cose. Per ottenere questo risultato, gli pittori e gli scultori utilizzavano un rigoroso canone di proporzione basato su una griglia quadrettata. Fino al Medio Regno, l’altezza della figura umana in piedi era suddivisa esattamente in 18 quadretti, prendendo come unità di misura il pugno della mano.

👁️ La visione composita: mostrare l’essenza

La caratteristica più famosa della pittura egizia è la visione composita (o profilo ribaltato). Ogni parte del corpo umano veniva disegnata dal punto di vista che la rendeva più facilmente riconoscibile e completa:

  • Testa e volto: rappresentati di profilo per evidenziare i tratti del naso, delle labbra e del mento.
  • Occhio: disegnato di fronte per mostrare la sua forma espressiva e il caratteristico trucco protettivo.
  • Busto e spalle: mostrati di fronte per rivelarne la larghezza e la forza.
  • Gambe e piedi: rappresentati di profilo, solitamente in posizione di cammino con entrambi i piedi ben piantati a terra.

🎨 I colori simbolici e la prospettiva gerarchica

Anche l’uso del colore e delle dimensioni rispondeva a precise convenzioni. La pelle degli uomini veniva dipinta con un marrone-rossastro per indicare il lavoro e la vita all’aperto, mentre quella delle donne era di una tonalità giallo-ocra più chiara. Inoltre, la dimensione dei personaggi dipendeva dalla loro importanza sociale e religiosa: questo principio è chiamato prospettiva gerarchica, per cui il faraone appare sempre gigantesco rispetto ai suoi servitori o ai nemici sconfitti.

 


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prof.Sandro

Di prof.Sandro

Insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Sec. di I Grado "L.Chinaglia" di Montagnana (PD), a partire dall' Anno Scolastico 2017-2018.