STORIA DELL'ARTE

L’ origine dell’Arte preistorica – introduzione per classe I

prof.Sandro
Scritto da prof.Sandro

Le prime testimonianze dell’arte risalgono a circa 30.000 anni fa. Le pareti delle grotte venivano usate dall’uomo della preistoria per rappresentare animale da cacciare in una sorta di rituale magico propiziatorio.

Preistoria significa “prima della Storia”. È un periodo, durato milioni di anni, nel quale non esisteva ancora la scrittura, invenzione che segna il momento in cui si comincia comunemente a parlare di “Storia”.

DALL’ETÀ DELLA PIETRA ALL’ETÀ DEI METALLI
La Preistoria coincide in gran parte con l’Età della Pietra, che si divide in tre grandi periodi:
il Paleolitico (Età della Pietra antica), da 2,5 milioni a circa 10.000 anni fa;
il Mesolitico (Età della Pietra di mezzo), da 10.000 a circa 8000 anni fa;
il Neolitico (Età della Pietra nuova), da 8000 a circa 5000 anni fa.
Questi periodi prendono il nome dai frammenti di pietra lavorata in modo più o meno accurato trovati nei luoghi in cui l’uomo viveva. Gli uomini dell’Età della Pietra sono nomadi, cioè vivono spostandosi – a seconda del clima e delle stagioni – per cacciare, pescare e raccogliere i frutti della terra. Usano il fuoco e costruiscono attrezzi di pietra per la caccia e la lavorazione di legno, pelli e altro.
Successivamente, nell’Età dei Metalli (del Rame, del Bronzo e del Ferro), che va da 5000 a 1300 anni fa circa, l’invenzione della scrittura dà avvio alle prime civiltà. Questo passaggio avviene in momenti diversi a seconda dei luoghi: in Mesopotamia, nel Vicino Oriente, la scrittura si è diffusa 5000 anni fa (nel 3000 a.C.), nella Penisola italiana duemila anni più tardi (intorno al 1000 a.C.).

i 3 Periodi in cui la storiografia divide la preistoria dell’umanità

  1. Paleolitico (da 2,5 milioni di anni a 10.000 a.C.)

  2. Mesolitico (10.000 – 8.000 a.C.)

  3. Neolitico ( 8000- 5000 a.C.)

L’uomo ha lasciato nelle caverne le prime testimonianze di espressione artistica. Le più antiche, che sono state scoperte di recente, risalgono a circa 30.000 anni fa, ma le più celebri e ammirevoli, forse perchè scoperte prima nel tempo (1940), sono quelle ritrovate in Francia nelle grotte presso la località di Lascaux,  da cui hanno preso il nome.

La bellezza e l’espressività di questi disegni rupestri si possono ammirare oggi, in un viaggio virtuale, visitando il sito web: GROTTE DI LASCAUX 

Le tracce lasciate dall’uomo in queste grotte risalgono almeno a 20.000-15.000 anni fa.

I graffiti rupestri e disegni risalenti al 20.000-15000 a.C.

Grotte di Lascaux (Francia) – I graffiti rupestri e disegni risalenti al 20.000-15000 a.C.

mappa-grotta-altamira-spagnaTestimonianze altrettanto belle, ma più recenti, risalenti all’età Paleolitica, sono state trovate in Spagna.

La Grotta di Altamira, in Spagna, risalente circa al 12.000 a.C.

Si racconta che un grande artista come Pablo Picasso, dopo averle visitate, ne rimase  molto impressionato tanto da esclamare: «Dopo Altamira, tutto è decadenza.»

La forza espressiva di queste raffigurazioni su roccia, realizzate dagli uomini preistorici con varie tecniche, è dovuta anche al fatto che avevano principalmente una finalità di natura propiziatoria; ossia l’uomo preistorico raffigurava in una sorta di rituale magico l’animale che avrebbe dovuto cacciare.

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Grotta di Altamira Spagna

Un’altra grotta celebre, sicuramente uno dei ritrovamenti più antichi, fu quella scoperta nel 1994, quasi per caso, dallo speleologo archeologo dilettante Jean Marie Chauvet, nel sud della Francia.

Queste pitture rupestri risalgono addirittura al 30.000 a.C. e rappresentano sia animali che uomini.

Fra le specie di animali raffigurati si possono intravvedere: bisonti (uri), stambecchi, renne, orsi, mammut e animali feroci come leoni, pantere e rinoceronti. Sulle pareti della roccia sono visibili anche numerose impronte di mano.

Si tratta sempre di mano destra, in positivo o in negativo, in questo caso soffiando “a spruzzo” sopra il palmo appoggiato sulla roccia.

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Grotta Chauvet (Pont D’Arc – Francia). Impronta in negativo della mano destra

La tecnica risulta comune alle pitture rupestri, i pigmenti (terre pestate finemente, vengono mescolate con resine vegetali e grassi animali) e vengono stesi con le sole dita, o per mezzo di rudimentali pennelli di legno, realizzati  sfibrando l’estremità di un bastoncino, o con l’uso di penne di uccello.

Lo stile di queste pitture rupestri, quando ritraggono animali, appare abbastanza realistico, specialmente per la parte riguardante la testa, un po’ meno per alcune parti del corpo, come gli arti, che sono un po’ più stilizzati o, a volte, mancanti.

 

Sull'autore

prof.Sandro

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Insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Sec. di I Grado
A.S. 2017-2018 sede: Montagnana

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